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FUCI Padova
Gruppo FUCI di Padova

Primo incontro di Avvento. Lettera di S.Giacomo

12/2/2009

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Scritta prima del 62 d. C. (anno della morte del Santo), contiene alcune espressioni riconducibili alle tradizioni orali che precedevano i Vangeli, fonte alle quali avrebbe attinto anche l’evangelista Matteo.



Si rivolge ai Cristiani della diaspora, vale a dire quei giudei neoconvertiti che vivevano nell’ambiente di cultura greca.



Mette in discussione il rapporto della singola persona con le proprie ricchezze, le quali non rappresentano una cosa negativa in sé, ma posso diventare per l’uomo un forte condizionamento per l’azione di Dio. Il problema del ricco risiede infatti nel suo stesso cuore in quanto percepisce la sue fortune in modo egoistico e vi si attacca in maniera eccessiva, senza vedere le necessità dei fratelli.





La spoliazione dei beni è volta infatti a riportare il primato di Dio, in quanto gl uomini rimangono solo degli amministratori, non dei possessori della terra.




•Introdotto il tema del peccato, come emblema della separazione fra l’uomo e Dio, rottura che comporta la morte soprattutto nell’ambito delle relazioni.

•Tentazione intesa come una catena per una vera vita libera, come sottolineato nel climax finale del secondo capitolo.

•Importantissimo il ruolo della comunità che deve aiutare nel discernimento e ridurre la fatica quotidiana nell’essere uniti al Signore


 Scritto da nicolo il dicembre             08 2009 14      :14:51
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11/25/2009

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Il riassunto di Mercoledì scorso ad opera di Riccardo:

Mercoledì 25 novembre è venuto un rappresentante dell’UCID  il quale ci ha parlato del ruolo dei risparmiatori nella crisi che sconvolto il sistema finanziario mondiale.
Il suo ragionamento è partito dalla constatazione che negli ultimi tempi l’economia è divenuta una “free-zone” dall’etica, la quale deve avere per ogni Cristiano una valenza vocazionale e permeare la sua vita economica. Come sostenuto dal Santo Padre qualunque sistema basato solamente sull’efficienza economica- e non anche sull’etica, è destinato a cadere nel lungo periodo.
Questa premessa ci  permette di introdurre il concetto di “risparmio responsabile” , come una forma intelligente di previdenza, della quale possa beneficiare l’intera comunità. Il risparmio, creato dal lavoro, può prendere due strade diverse:

1) la speculazione, basata su una logica di breve periodo volta a massimizzare il profitto ed ad ottenere gli utili il più presto possibile, guadagnando sulle differenze di prezzo nelle operazioni di compravendita di un bene

2) l’investimento, il quale comporta la percezione di dividendi nel lungo periodo ed è finalizzato ad incrementare la produttività del lavoro tramite la formazione di capitale umano e del settore ricerca e sviluppo.
 
Per l’economia solo il perseguimento di quest’ultimo fornisce la garanzia di una sostenibilità del sistema a lungo termine, in quanto favorisce la continua trasformazione del reddito disponibile in forme d’utilizzo responsabile del risparmio.
La speculazione invece, se praticata in maniera massiccia, rischia di far collassate il sistema, proprio come accaduto. Il forte accento delle transazioni finanziarie, le quali superavano abbondantemente quelle commerciali, hanno creato i presupposti della crisi. La forte domanda dei risparmiatori di ottenere tassi di rendimento dei loro titoli eccessivamente alti rispetto ai tassi correnti dello 0.4% ha incentivato le banche a pacchettizzare i mutui ed a venderli ai potenziali compratori. Questo incoraggiava la formazione di risparmio “drogato” e favoriva lo sviluppo dei cosiddetti “furbetti del quartierino”, i quali cercavano di soddisfare le esigenze dei clienti   di rendimenti di gran lunga superiori rispetto a quelli di mercato.
In conclusione, l’invito del relatore è stato quello di abbandonare la logica della speculazione e di favorire un uso corretto del risparmio, evitando di rincorrere sempre il profitto pretendendo dei rendimenti superiori a quelli di mercato. Essendo infatti quest’ultimo un gioco a somma zero, qualora io comprassi un titolo al 4% e poi lo rivendessi al 7% , qualcuno ci rimetterebbe un 3% e in questo modo rischierei di danneggiarlo, favorendo proprio quella speculazione che porta alla rovina dell’economia nel lungo periodo. Solo un corretto uso delle risorse finanziare rappresentate dal risparmio può infatti tradursi in un forte impulso all’economia, dandole ossigeno e combustibile per la sua crescita.
 Scritto da Francesco il novembre 29 2009 17:44:49
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11/4/2009

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Preghiera:

Aveva bisogno di un capo
per condurre il suo popolo
scelse un vecchio.
Allora Mosè si alzò.
Aveva bisogno di una roccia
per le fondamenta dell'edificio,
scelse un rinnegato.
Pietro allora si alzò.
Aveva bisogno di un viso
per dire agli uomini del suo amore,
scelse una prostituta.
Fu Maria Maddalena.
Aveva bisogno di un testimone
per gridare il suo messaggio,
scelse il suo persecutore
e Paolo di Tarso si alzò.
Anche se tremi...
potrai non alzarti?
[Averardo Dini]

Ecco il riassunto dello scorso incontro. Ringraziamo, di nuovo, Riccardo per averlo realizzato.

Mercoledì 4 novembre venuto a parlare a riunione  il dott. Gianluigi Naletto, membro dell’UPA (Unione Provinciale Artigiani) per darci un quadro generale dell’impatto dell’attuale crisi finanziaria sulle imprese e sull’occupazione.

La crisi ha riguardato il mercato immobiliare ( da dove è partito il tutto); la finanza, soprattutto se eccessivamente sviluppata rispetto all’economia reale ( scambio di merci); l’energia con conseguente aumento del costo finale del prodotto e a fiducia dei consumatori del sistema.

L’enorme portata della crisi ed i suoi effetti devastanti ha portato alla fine di un mondo economico per il quale il mercato avrebbe regolato sé stesso; il profitto non avrebbe mai avuto limite e il mondo virtuale avrebbe creato ricchezza duratura e stabile.

Dopo aver dato questa panoramica generale dei settori più colpiti dalla crisi e delle sue conseguenze sul modo di organizzare il sistema economico, il nostro ospite ha provato a trovare quali possono essere le lezioni- e forse anche le opportunità- che questa crisi può darci:

  1. Non si può vivere a lungo di debiti, ma bisogna in termini di finanza, sia pubblica che aziendale, generare al più presto possibile dei profitti per onorare le proprie passività e realizzare il proprio utile.
  2. Il profitto non è un bene assoluto
  3. L’eccessivo sviluppo di fattori aziendali quali la leva finanziaria ha orientato il mondo del lavoro verso una ricerca di guadagni facili ed immediati e non verso un’ottica di lungo periodo che garantirebbe comunque dei profitti mediante un forte sviluppo di conoscenze.
E’dunque di vitale importanza favorire la crescita delle tre T:

  1. Talento: la persona e le sue conoscenze e competenze deve essere messa al centro dell’organizzazione della produzione in modo da garantire un continuo interscambio di nozioni al fine di ottimizzare il processo produttivo e trovare nuovi business.
  2. Territorio: oggi è impossibile concepire un’impresa senza considerare il territorio dove è nata e poi si è sviluppata. Il rafforzamento della posizione nel mercato nazionale ed internazionale è infatti garantita da forti partnership con altre attività produttive, tutte coadiuvate dalla forte presenza di associazioni di categoria. Esse costituiscono infatti un punto di riferimento per qualunque impresa voglia accedere ad informazioni o competenze che, agendo da sola, non potrebbe scoprire.
  3. Tecnologia: in questo caso s’intende la riorganizzazione della produzione e lo spostamento delle propria attività manifatturiera da mercati ormai saturi a nuove nicchie che potrebbero essere oggetti di futuri e promettenti sviluppi.

 Scritto da Francesco il novembre             05 2009 20      :18:02
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Titolo dell'intervento. Clicca e scrivi per modificarlo.

10/28/2009

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Mercoledì 28 Ottobre il gruppo ha partecipato alla bellissima Celebrazione di inizio anno con S.E. Mons. Mattiazzo organizzata dalla Pastorale Universitaria e dal Coordinamento Collegi. 
Riportiamo di seguito una riflessione del nostro assistente nazionale, don Armando Matteo, letta durante la celebrazione.


Il dono spirituale della sapienza
Tre sono, a mio avviso, gli atteggiamenti che contraddistinguono un uomo sapiente: l'attenzione per la singolarità, la precisione dello sguardo, la gioia dell'ospitalità.
  Il sapiente è, innanzitutto, uno che sa distinguere e apprezzare l'alterità, consapevole che non ci sono mai due gesti umani identici, perché esiste sempre una possibile differenziazione. Il sapiente non disprezza le divergenze, non nutre alcun culto per un mondo o bianco o nero, o per una convergenza ad ogni costo delle opinioni dissimili. Non si lascia illudere mai dai luoghi comuni del tipo: "Siamo tutti uguali" o "Tutto il mondo è paese". Sa che il mondo si sorregge su tante piccole differenze che debbono essere rispettate; perciò riconosce l'ambivalenza di ogni fenomeno, sforzandosi di considerarne le opposte polarità.
  Egli ha poi cura di rendere il suo sguardo sempre più pulito, limpido, eliminando tutto ciò che potrebbe offuscarlo, perché molta dell'infelicità umana nasce proprio dal guardare con un occhio malato, dal guardare "di mal occhio" - è questa l'etimologia della parola "invidia" - gli altri e quanto essi realizzano...
Il sapiente, infine, è dotato di uno spirito ospitale. Conosce la grandezza della vita, le sue incommensurabili potenzialità (non siamo nati, in fondo, dall'unione di due piccolissime cellule?), intravede sempre gli interstizi di energia e di recupero presenti anche nelle situazioni più disperate. Per questo abbraccia la vita, la ama, convinto che a nessuno debba essere negata la possibilità di migliorarsi. Soprattutto a sé stessi. Sa accogliere e accogliersi. Sa compiacersi del bene che riscontra negli altri. E questo, alla fine, testimonia che fare il bene è difficile, ma non impossibile; che evitare il male è difficile, ma non impossibile; che custodire il bello è difficile, ma non impossibile.

[Armando MATTEO]
 Scritto da Francesco il ottobre 29 2009 08:01:47
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Linee Guida A.A. 2009/2010

10/22/2009

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"Lo sviluppo economico è stato e continua ad essere gravato da distorsioni e profondi problemi,
messi ancora più in risalto dall'attuale situazione di crisi. Essa ci apre improrogabilmente di
fronte a scelte che riguardano sempre di più il destino stesso dell'uomo(...). La crisi ci obbliga a
riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole(...) diventa così un occasione di
discernimento e di nuova progettualità"

(Caritas in Veritate)

 Il gruppo FUCI di Padova propone, per l'anno accademico 2009/2010, un percorso di approfondimento e di studio sul tema dell'economia, nella prospettiva di una sua nuova interpretazione quale strumento al servizio dell'integrale sviluppo della persona umana.

  La situazione di crisi che grava sul sistema economico mondiale e le ripercussioni negative, talvolta drammatiche, che essa ha sulla qualità della vita delle persone ci interpellano con forza, spingendoci a cercare le cause che l'hanno determinata. Non solo, avvertiamo l'urgenza di mettere in discussione il modello di sviluppo attualmente in atto: la logica del profitto e di un arricchimento in costante crescita ha generato anomalie nei meccanismi finanziari per troppo tempo svincolati da regole ispirate a valori etici prioritari, che vedano nell'uomo il principio e fine di ogni iniziativa. Convinti che la mera speculazione e il perseguimento di un benessere materiale fine a sé stesso non rispondano alle reali esigenze della famiglia umana, intendiamo avvicinare ed approfondire esperienze economiche alternative, che abbiano come fondamento la dignità della persona. A tal fine, prenderemo in considerazione la realtà della finanza etica e l'esperienza del microcredito portata avanti da Caritas.
  
  Inoltre, per arricchire il fondamento culturale del nostro ricercare soluzioni nuove alla crisi, ci dedicheremo con vivo interesse allo studio della filosofia personalista: per comprendere appieno la persona umana e le sue esigenze -nella sua essenza molteplice: individuale e comunitaria- e per verificare quali ingranaggi del meccanismo economico non siano ad essa pienamente conformi.

  Ad ispirare e guidare questo nostro intenso percorso è la recente lettera enciclica del Santo Padre, Caritas in Veritate, dalla quale ci sentiamo ulteriormente invitati ad approcciare la realtà col senso critico che ci deve caratterizzare come studenti universitari.

  Affinché le nostre riflessioni non rimangano patrimonio esclusivo di un gruppo ristretto di soggetti, ci stiamo impegnando fin d'ora nell'organizzazione di un evento pubblico che, col valido contributo di esperti di fama nazionale,  offra all'intera cittadinanza di Padova l'opportunità di una sguardo diverso sul mondo dell'economia e della finanza, aperto a prospettive innovative di promozione umana, da realizzare mediante proposte concrete orientate in questo senso.

 Scritto da Francesco il ottobre 22 2009 17:06:24
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10/21/2009

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Preghiera:
O Dio di giustizia,
in questo mondo ci sono luoghi che sovrabbondano di ogni bene,
ed altri dove manca il necessario, e sono molti gli affamati e i malati.
O Dio di pace,
ci sono molti in questo mondo che traggono profitto dalla violenza e dalla guerra,
e altri che a causa della guerra e della violenza sono costretti a lasciare le loro case, esuli.
O Dio di compassione,
aiutaci a comprendere che non possiamo vivere solo per ricchezza,
ma che possiamo vivere per la parola di Dio;
aiutaci a comprendere che non  possiamo ottenere l'autentica vita e la vera prosperità,
eccetto che nell'amore per Dio e nell'obbedienza ai suoi insegnamenti.
Ti preghiamo nel nome di Gesù Cristo, nostro Signore. Amen.

[Tratto da "Settimana di Preghiera per l'unità dei Cristiani 2009", Paoline Editoriale Libri, p.29]
Ecco il riassunto dello scorso incontro. Ringraziamo Riccardo, segretario del gruppo, per averlo realizzato.


Mercoledì 21 ottobre è venuto a parlare a riunione  il dottor Lavorato, presidente d’APS holding e membro dell’UCID (Unione Cristiana e Italiana dei Dirigenti) a darci un quadro generale dell’attuale crisi finanziaria e delle sue premesse.

1989-2001

L’anno chiave rimane il 1989 allorché il crollo dell’impero sovietico aveva creato una forte situazione d’instabilità politica a livello complessivo e la disponibilità sul mercato internazionale di praticamente tutto l’arsenale  nucleare sovietico. Per avere un rigido controllo sulla circolazione di queste armi così pericolose, gli Stati Uniti decisero di favorire la crescita economica soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Iniziò così una fortissima tendenza da parte della Federal Riserve ( la Banca Centrale Americana) ad applicare una politica monetaria espansiva per favorire la propensione marginale al consumo e l’importazione dei prodotti dei Paesi emergenti. Lo scopo principale del sostegno a tali Paesi era evitare che comprassero le armi nucleari sovietiche. . In sostanza, quasi tutte le economie occidentali s’indebitarono per favorire la crescita economica dei Paesi emergenti.

Questo fenomeno della globalizzazione, che si manifestò in maniera molto forte tra gli anni Novanta e l’inizio del Duemila, portò nei Paesi più sviluppati ad una forte contrazione del commercio di prodotti industriali a favore di un aumento della domanda di servizi.

All’ inizio del Duemila, gli USA si resero conto che era necessario recuperare tutte le risorse monetarie spese per favorire lo sviluppo economico dei Paesi emergenti e risollevare la propria finanza pubblica, riducendo almeno in parte l’enorme deficit creatosi nei bilanci pubblici a causa di una fortissima politica monetaria espansiva. Decisero quindi di emettere dei titoli di debito (l’equivalente dei nostri Buoni Ordinari del Tesoro) da vendere sul mercato e far sottoscrivere a cittadini appartenenti ad altri Paesi stranieri ; in tal mondo il ricavo derivante dalla vendita dei Titoli avrebbe in parte coperto le spese sostenuto per finanziare i Paesi Emergenti.

Questa situazione creò  un forte legame d’interdipendenza fra gli Stati Uniti – capifila di tale progetto di finanziamenti- e i Paesi emergenti, soprattutto Cina e Giappone; si calcola infatti che il debito americano sia detenuto per un terzo dai Cinesi, l’altro terzo dai Giapponesi e il restante da cittadini americani. In tal modo da un lato gli Stati Uniti sono sicuri che Cina e Giappone , per evitare una svalutazione di tali titoli di credito ed avere una risi finanziaria in casa, avranno tutto l’interesse a mantenere a galla l’economia americana ; dall’altro questi Paesi asiatici potranno vendere i loro manufatti negli USA ed allargare così la propria quota di mercato.

2001-2009

A complicare ulteriormente la situazione intervenne l’attentato delle Torri Gemelle, che pose in seri dubbi la vulnerabilità degli USA e spinse l’amministrazione americana ad investire moltissimi fondi pubblici nell’industria degli armamenti per combattere il terrorismo. Per risolvere il problema del reperire i fondi, nacque questa forte innovazione finanziaria, tuttavia non sostenuta dall’economia reale. Per capire meglio, bisogna prima spiegare come funziona il mutuo americano; la famiglia che lo contrae, è destinata a pagare per i primi due-tre anni solo la quota interessi e dopo la quota capitale a pagamenti rateali.

La fortissima riduzione dei tassi d’interesse negli anni Novanta aveva provocato nel mercato interno una forte disponibilità di fondi con un conseguente aumento della propensione domestica al consumo ed all’indebitamento interno da parte della famiglia media americana. In quanto tali risorse monetarie dovevano trovare sicuramente un impiego, le banche americane  concedevano così dei mutui senza controllare l’indice di solvibilità di tali famiglie. Tale mancanza di lungimiranza da parte degli istituti di credito e dei consumatori americani era dovuta alla convinzione che tale boom del credito sarebbe durato ancora per molti anni, permettendo così anche a chi aveva scarsa affidabilità di pagare tutto il mutuo. Nel 2002 venne l’autorizzazione a pacchettizzare questi mutui ( Assett Back Securities), immetterli in un titoli finanziari ( Collaterized Debt Obbligations) per poi venderli sul mercato ai risparmiatori. Le banche a loro volta dovevano stipulare un’assicurazione per poi certificare ai mercati la validità e la solvibilità di questi titoli.

Quando nel 2004 il direttore della FED, Greenspan inaugurò un ‘era di una politica monetaria restrittiva, con conseguente aumento dei tassi d’interesse, tutte quelle famiglie con un basso grado di solvibilità non poterono pagare più la casa e il mutuo. In questo modo scricchiolava tutta quella catena di Sant’Antonio; le famiglie non potevano più onorare il loro impegno con gli istituiti di credito, questi si ritrovarono senza liquidità e a loro volta non poterono pagare le assicurazioni.

Con la mancanza di liquidità  , venne a cadere la fiducia nel sistema, in quanto la rapida circolazione di questi titoli “tossici” aveva creato il panico nei mercati finanziari.

  


Per chi non s’intende d’economia

  • Tassi d’interesse rappresentano il costo del denaro. Con una politica monetaria espansiva aumenta l’offerta del denaro e quindi il suo costo diminuisce, viceversa con una politica restrittiva.
  • Il deficit e il surplus rappresentano grandezze flusso. Alla fine di ogni anno lo Stato analizza quello che ha guadagnato attraverso le imposte o dazi doganali (entrate) e quanto ha speso (uscite). Qualora le prime siano superiori alle seconde si parlerà di surplus, nel caso contrario (uscite> entrate) si tratterà di deficit.
  • La somma dei surplus e dei deficit dà come risultato il debito pubblico.


 Scritto da Francesco il ottobre 26 2009 17:08:46
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Linee guida A.A. 2009/2010

1/1/2009

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"Lo sviluppo economico è stato e continua ad essere gravato da distorsioni e profondi problemi,
messi ancora più in risalto dall'attuale situazione di crisi. Essa ci apre improrogabilmente di
fronte a scelte che riguardano sempre di più il destino stesso dell'uomo(...). La crisi ci obbliga a
riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole(...) diventa così un occasione di
discernimento e di nuova progettualità"

(Caritas in Veritate)


 Il gruppo FUCI di Padova propone, per l'anno accademico 2009/2010, un percorso di approfondimento e di studio sul tema dell'economia, nella prospettiva di una sua nuova interpretazione quale strumento al servizio dell'integrale sviluppo della persona umana.

  La situazione di crisi che grava sul sistema economico mondiale e le ripercussioni negative, talvolta drammatiche, che essa ha sulla qualità della vita delle persone ci interpellano con forza, spingendoci a cercare le cause che l'hanno determinata. Non solo, avvertiamo l'urgenza di mettere in discussione il modello di sviluppo attualmente in atto: la logica del profitto e di un arricchimento in costante crescita ha generato anomalie nei meccanismi finanziari per troppo tempo svincolati da regole ispirate a valori etici prioritari, che vedano nell'uomo il principio e fine di ogni iniziativa. Convinti che la mera speculazione e il perseguimento di un benessere materiale fine a sé stesso non rispondano alle reali esigenze della famiglia umana, intendiamo avvicinare ed approfondire esperienze economiche alternative, che abbiano come fondamento la dignità della persona. A tal fine, prenderemo in considerazione la realtà della finanza etica e l'esperienza del microcredito portata avanti da Caritas.
  
  Inoltre, per arricchire il fondamento culturale del nostro ricercare soluzioni nuove alla crisi, ci dedicheremo con vivo interesse allo studio della filosofia personalista: per comprendere appieno la persona umana e le sue esigenze -nella sua essenza molteplice: individuale e comunitaria- e per verificare quali ingranaggi del meccanismo economico non siano ad essa pienamente conformi.

  Ad ispirare e guidare questo nostro intenso percorso è la recente lettera enciclica del Santo Padre, Caritas in Veritate, dalla quale ci sentiamo ulteriormente invitati ad approcciare la realtà col senso critico che ci deve caratterizzare come studenti universitari.

  Affinché le nostre riflessioni non rimangano patrimonio esclusivo di un gruppo ristretto di soggetti, ci stiamo impegnando fin d'ora nell'organizzazione di un evento pubblico che, col valido contributo di esperti di fama nazionale,  offra all'intera cittadinanza di Padova l'opportunità di una sguardo diverso sul mondo dell'economia e della finanza, aperto a prospettive innovative di promozione umana, da realizzare mediante proposte concrete orientate in questo senso.

 Scritto da Francesco il ottobre 22 2009 17:06:24
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